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Quel viaggio in Valle (a cura di Tiziano Testi)

 

Benvenuti a ChivassoProseguendo la bella tradizione iniziata quasi per scherzo tre anni fa, dopo Chivasso e Casale Monferrato, continuiamo i nostri viaggi nella memoria di quei luoghi che ci videro diventare “ferrovieri” tanti anni fa.

Un modo abbastanza intelligente per rivederci (seppur in pochi), considerata l'estemporaneità dell'evento, che peraltro nulla vuol avere a che fare con il nostro annuale raduno che com'è noto quest'anno ci porterà a Verona e sulle rive del lago di Garda.

Ci siamo lasciati a Casale l'anno scorso ripromettendoci di entrare quest'anno in quella linea che da baldi giovanotti e novelli “burbe” e poi “maestri , ” ci vide impegnati tra il 1973 e il 1976.

Dunque appuntamento a Chivasso per Valceschini, Signorini, Taffarello, Semproniel, Testi,Un uomo, un macchinista, un mito: PIOTRE Silvestro, Zuccarini e come ospite d'onore il mitico Piotre Crosetti. Il treno per la Valle , con destinazione (per noi), Pont S. Martin è alle 12, ma alle 10 : 45 siamo già lì, complice l'orario del treno da Milano. Risaliamo il sottopasso e siamo folgorati dalla presenza di Piotre che ci attende.
L'inconfondibile baffo ammalia subito per l'innata simpatia. (Anche se ammette il timore che gli avessimo tirato un bidone!). Ma bando ai davanti al Noceconvenevoli, e si va subito AL NOCE! Ci colpisce la presenza di Mario (il gestore di ora come allora), che – diavolo d'un piemontese – ci riconosce subito! E' pur vero che abbiamo passato più tempo da lui che in caserma, ma sono comunque trascorsi 33 anni! Tanti ricordi, e lui che ci mostra orgoglioso il suo locale che da bar ha trasformato in albergo con tutti i confort di circostanza! Abbiamo ancora mezz'ora e pensiamo sia il caso di Il M.llo Amedeo Follierofar visita al Boss! Ovvero a quella sagoma indescrivibile del maresciallo Folliero! Suoniamo titubanti al suo campanello, quasi con lo stesso timore di allora... Comunque ci risponde, e ci raggiunge immediatamente. Sarcastico e arguto, dall'alto dei suoi “ 82” (non compiuti, precisa), ci affronta col piglio di sempre, se potesse ci “rimanderebbe a zappare la vigna,” ma poi si rende conto che è passato un po' di tempo, e allora tentiamo un dialogo “alla pari,” ma non c'è nulla da fare, è sempre sua l'ultima parola! Ascoltarlo è assolutamente piacevole, se poi tentiamo di punzecchiarlo allora diventa addirittura esilarante! Morale: sarà sempre il Boss! Il tempo è passato in fretta, dobbiamo salutarlo e un po' di commozione traspare in ognuno.

Ore 12:00, Trenitalia ci riporta alla realtà: il treno navetta in arrivo da Torino deve “girare” la macchina, perché il telecomando non funziona. Come dire, si cambia aria ma Trenitalia – e i suoi treni – non cambiano mai! Con un buon quarto d'ora di ritardo partiamo: destinazione Pont S. Martin. Il Canavese scorre flemmatico dai finestrini, in una giornata dall'ottimo saporeFranco Silvestro primaverile. La linea com'è noto è gestita in telecomando (DCO), niente più dirigenti movimento, stazioni chiuse e desolazione dominante. Naturalmente il discorso cambia ad Ivrea dove c'è un certo fermento. In stazione tanti treni, molti Minuetto, Diesel ed elettrici. (Da Chivasso ad Ivrea la linea è elettrificata). Alle 13:00 con quasi venti minuti di ritardo siamo a Pont S. Martin, dove incontriamo l'ultimo componente del nostro odierno convivio: Roberto Mazzanti. Abbiamo appuntamento per il pranzo in un noto locale di Quincinetto ma ahimè la stazione non c'è più, e allora l'oste - persona squisita e disponibile - si offre per venirci a prendere. Tagliata e fonduta come antipasti, crespelle e tortelli come primi, arrosti e Da Sin: Signorini, Zuccarini, Taffarello, Piotre, Valceschini, Mazzanti, Silvestro (in piedi) e di spalle “la Marietta.”“naturalmente” valdostana per secondo, vino della casa, dolce (eccellente), minerale, caffè e “sgnapetta” fanno 35 Euro a persona. Dopo il “sacrificio agli dei,” ritorniamo a Pont. Sono le 16:21 il treno questa volta arriva puntuale. Inizia il ritorno. L'aspetto del paesaggio della bassa valle è ancora molto “invernale” e la montagna è totalmente brulla. Tra l'altro spira un vento estremamente fastidioso. Ma dicono che qui è la norma! A Chivasso salutiamo Piotre, mentre il resto del gruppo prosegue per Milano.

 

Bene, ... un'ottima occasione per stare in compagnia, una giornata certamente vissuta con piacere.

Un saluto e... alla prossima.

Tiziano Testi

Pont Saint Martin,  03 Aprile 2008

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